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RECENSIONI Italiano - English |
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Enrico Rava, Ottobre 2000: note di copertina del cd " Mattia's Walk & Tribute to Maynard Ferguson ". A questo punto della mia vita ho ascoltato tanta di quella musica e tanti di quei musicisti che non mi stupisco più di niente (o quasi). Devo però confessare che quest’ estate, a Barga Jazz, quando ho sentito per la prima volta le prove dell’ orchestra e soprattutto quando ho sentito per la prima volta Andrea Tofanelli guidare la sezione di trombe dall’ alto della stratosfera con swing, autorevolezza e con un suono grande come una casa, sono rimasto letteralmente senza parole e con una gran voglia di conoscere meglio questo musicista per il quale la tromba incomincia là dove per la maggior parte dei trombettisti finisce.Infatti Andrea dà il meglio di sè dal do acuto in poi, e nel suo caso il “poi” significa che ha ancora a disposizione un’ altra ottava e mezza (e anche di più...) e non con dei fischi o degli effetti incontrollati ma con delle note reali, piene, chiare e precise come sciabolate, con un fraseggio articolato e coerente, con assoluta padronanza delle dinamiche, con un grande cuore ed una notevolissima espressività. A Barga abbiamo lavorato insieme quattro giorni ed ho avuto modo di apprezzare sempre di più le doti musicali ed umane di Andrea, il suo grande amore per la musica e per il suo strumento. Ho avuto modo di ascoltarlo sia in orchestra come prima tromba (ruolo che interpreta in modo eccezionale ed insolito, essendo al tempo stesso prima tromba, acutista e solista) che in jam session come improvvisatore e mi ha incantato per il controllo dello strumento in zone proibite ai più e per la freschezza della sua ispirazione, il tutto accompagnato da una modestia piuttosto rara. Per questi motivi sono molto contento di scrivere queste poche righe di presentazione di questo CD che ci fa conoscere Andrea anche nella veste di compositore e di leader. Ruoli che svolge con molta intelligenza e con grande consapevolezza dei propri mezzi e delle proprie caratteristiche. La musica che ci viene offerta è infatti ideale per esaltare le qualità di Tofanelli, il cui modo di suonare è senz’ altro più vicino al mondo della musica latina o al Gillespie “cubano”, o se vogliamo ad Arturo Sandoval, che non al jazz di Miles Davis o di Chet Baker. In un certo senso, infatti, questo non è un disco di jazz in senso stretto, pur essendo ricco di ottimi jazzisti e di interventi solistici ad alto livello. Si tratta piuttosto, secondo me, di una musica a cavallo tra il jazz e la musica latina sull’ onda di Paquito D’Riveira o di Sandoval. Musica di puro divertimento ma ricca d’ ispirazione, pensata per mettere in evidenza il virtuosismo e le peculiarità di Tofanelli, e che non mancherà di affascinare tutti gli amanti della tromba.
BrunoTommaso Settembre 2000: note di copertina del cd " Mattia's Walk & Tribute to Maynard Ferguson ". Sono tanti i motivi per apprezzare la musica di questo disco: innanzi tutto la freschezza, il brio, la gioia di vivere e quindi di suonare nonchè la voglia di trasmettere vitalità e sentimenti senza indugi o barriere intellettualistiche. E poi la bella lezione di professionalità, cosa di non poco conto di questi tempi se si considera quanto il patrimonio di competenze, la duttilità e la disponibilità a mettersi in gioco siano utili e talvolta indispensabili per la realizzazione di progetti artistici nelle più variegate direzioni. Ben vengano quindi strumentisti, mi correggo, musicisti della statura di Andrea Tofanelli che tra l'altro ha saputo circondarsi di compagni d'avventura di tutto rispetto come Mauro Grossi, Roberto Martinelli e Mauro Negri, la piacevole scoperta Betancourt e le formidabili sezioni ritmiche che si alternano nelle esecuzioni. Certamente il virtuosismo di Tofanelli colpisce e a qualcuno potrà sembrare esageratamente funambolico: e perché no? La Costituzione italiana non proibisce di saltare le mezze misure e se un giovane artista ha voglia di esagerare è bene che lo faccia : avrà tempo per trovare momenti più cogitabondi, e non è escluso che già non emergano. Nella realtà dei fatti, dietro questa apparente spensieratezza si percepisce studio, passione, dedizione e sacrificio che messi insieme ci regalano un vero catalogo di generi intorno al fantasmagorico mondo che oscilla tra jazz e cultura latino-americana, con brillanti tratti di colore e di accuratezza poliritmica, per terminare con l'interessante composizione di Shorty Rogers deliziosamente riproposta in versione non fotocopiata ma al tempo stesso con una valenza che potremmo rischiare di definire filologica. Bravo Andrea! Bruno Tommaso
Davide Ielmini, Settembre 2000: note di copertina del cd " Mattia's Walk & Tribute to Maynard Ferguson ". Per chi fa del jazz una professione, il nome di Andrea Tofanelli rappresenta da tempo un punto di riferimento. Basti pensare alle sue presenze nell’ orchestra che ogni anno si cimenta a Barga al concorso per i migliori arrangiamenti: è lì che Bruno Tommaso lo ha voluto ed è lì che lo ha più volte premiato per le doti artistiche che sarebbe improprio definire standard. Ed è sempre sul quel palco che Enrico Rava è riuscito a cancellare dal viso le linee da maestro severo per concedere ad Andrea un sorriso da amico. Forse da ammiratore (o da talent-scout?). Ma Tofanelli vuol dire anche Jovanotti (faceva parte della sezione fiati che accompagnava il cantante nel tour “Lorenzo-L’ Albero 1997”), Demo Morselli, Mediaset e RAI (in “Francamente me ne infischio” di Adriano Celentano). Nel 1996, poi, lo chiama Peter Erskine e gli affida il ruolo di prima tromba nell’ orchestra che sarà al suo fianco in tournée. Un musicista poliedrico questo Tofanelli, non fosse altro per la sua duplicità: uomo di spettacolo (lo si sente da come affronta il percorso musicale) con una magnifica predisposizione ad “addolcire” le composizioni anche più pretenziose, e artista più dell’ essere che dell’ apparire, ispirato dai grandi maestri del jazz e del latin jazz, come Arturo Sandoval. Ma non solo: non viene infatti negato un piccolo spazio alle contaminazioni giovanili dell’ acid jazz, alle quali Tofanelli imprime una ragione artistica solida che evita inconvenienti. Tofanelli sdrammatizza, diverte, coinvolge, trascina. Anche e soprattutto quando decide di registrare (dal 1956 nessuno l’aveva più fatto nella sua versione originale) l’ iperbolico “Maynard Ferguson”, un toccasana per polmoni, gola e labbra. Un brano che è difficile non considerare come l’ incubo di tutti i trombettisti: una prova, se volete, di conservatorio. Fatto sta che Andrea non si accontenta dell’ incisione, prende il nastro e lo invia a Ferguson. La riconoscenza non mancherà: Maynard lo inviterà ad un suo concerto in Italia e Tofanelli non si farà attendere salendo sul palco. Probabilmente ad Andrea qualcuno consiglierà un cambio di genere: un tale dotato jazzista non può “perdersi” negli sgambettamenti e nei roteanti bacini di chi chiede la bossanova o il mango. I suoi acuti sono troppo sono troppo mirati e professionali per chi non sopporta il jazz ma adora la danza? No. Tofanelli è un esempio di “chirurgia musicale”: assembla la serietà e la dedizione all’ intrattenimento e alla passione popolare. Eppure questo disco farà aprire le orecchie a chi di jazz se ne intende: per gli arrangiamenti e gli interventi di Mauro Grossi o Mauro Negri, per la tempra della Jazz Art Orchestra in “Maynard Ferguson”, per la ritmica (che nel latin-jazz è “quasi” tutto) e per le ascensioni di Andrea che, tra colonne d’ aria e pressioni sul bocchino, sono come un cubetto di ghiaccio sulla pelle. Certo, ascoltando il CD non sarà difficile pensare a Cuba, ma l’ isola é più quella di Ry Cooder con il suo Buena Vista Social Club (come spessore artistico dell’ evento) che il paradiso tutto spiagge e bikini ristretti celebrato dai dépliants pubblicitari. Il contrasto che si genera tra prodotto di consumo “commerciabile” e opera d’ arte da fruire in un ascolto “mirato” è il principale punto di forza di Andrea: il saper conciliare, senza troppi compromessi, la forma al contenuto, e quest’ ultimo alle preferenze degli ascoltatori. Che, senza dubbio, potranno scegliere se sfinirsi nei giri dei passi o abbandonarsi a quelli armonici. Davide Ielmini
Peppe Vessicchio, 2001: note di copertina del disco “Ricordo di Napoli”. "...grande cuore, straordinaria tecnica e una invidiabile versatilità fanno sì che Andrea Tofanelli primeggi sia che si tratti di una big-band section sia che si debba "liricheggiare" con una melodia popolare napoletana. Uno strumentista a tutto campo, in possesso di linguaggi appropriati, esempio molto utile per coloro che intendono intraprendere la carriera di musicista a trecentosessanta gradi."
Fio Zanotti, 2001: note di copertina del disco “Ricordo di Napoli”. Il suono, lo swing e l’estensione sono doti non comuni, che non tutti possiedono. Quando trovi un musicista con tutte queste qualità, non puoi fare a meno di fargli i complimenti. E’ il caso di Andrea Tofanelli, trombettista d’eccezione ormai sempre presente nelle mie sessions. Ed è con immenso piacere che porgo a lui l’augurio di raggiungere un grande e meritato successo.
Jack Bowers Cadence Magazine, Ottobre 2001: "Mattia's Walk & Tribute to Maynard Ferguson". Il trombettista Andrea Tofanelli impiega un nutrito cast di musicisti in questo cd e non ci vuole molto per identificare quale sia il suo modello di riferimento principale nel ruolo che ricopre. Ma nel caso in cui non apparisse subito evidente, il titolo dell’ultimo brano (lo spettacolare concerto “Maynard Ferguson” scritto da Shorty Rogers) spazza via qualsiasi incertezza residua. Tofanelli si é esercitato ovviamente per molti anni nelle sue note acute e le usa con grande effetto in questa formidabile esercitazione di jazz di sapore prevalentemente latin. Anche se non suona il Superbone di Maynard Ferguson, egli riesce comunque a trasformarsi in un'esperta sezione di cinque trombe usando le sovraincisioni. Nella sezione di trombe che lo affianca invece nel concerto “Maynard Ferguson" ci sono altri due trombettisti (F. Bosso ed A. Guzzoletti) e l’ intera Jazz Art Orchestra di Parma condotta da Carlo Gelmini. Questo brano é veramente il punto culminante, ma ci sono anche molti altri momenti significativi in questo, spesso meraviglioso, album. Considerando l’ impressionante tecnica di Tofanelli e il suo suono luminoso, non si resta sorpresi nell’ apprendere che è un musicista con una solida preparazione classica che si é formato lavorando come prima tromba e solista in ogni genere di musica, dall’orchestra classica fino alla big band, collaborando con alcuni dei più famosi nomi del jazz (incluso Maynard Ferguson). Quando uno può avere così tanto talento da lasciare "senza parole" un collega come Enrico Rava dopo una prova d’orchestra, allora ci troviamo veramente di fronte ad un musicista di spessore. Nelle note di copertina Rava paragona il lavoro di Tofanelli su questo album a quello di un altro trombettista notoriamente incline al registro acuto, Arturo Sandoval, e questa é una considerazione assolutamente giusta. Inoltre elogia anche i musicisti che accompagnano il leader e anche qua coglie nel segno, poichè le varie formazioni prestano il loro assiduo e valido supporto in tutte le composizioni del cd. I ritmi variano dal cha cha al bayon, dal samba alla bossa, con un pò di latin funk, acid jazz e perfino una ballad o due come condimento finale, e Tofanelli dimostra di essere maestro in tutto. Ma sono i suoi abbaglianti interventi nel registro sovracuto che lasciano senza fiato, quantunque egli sia anche un esperto e penetrante improvvisatore. La qualità della registrazione potrebbe essere migliorata, ma Tofanelli é superiore a tutto questo e dà un’ulteriore convincente prova, se mai ce ne fosse bisogno, che il talento musicale non conosce confini.
Aldo Gianolio - Musica Jazz, Maggio 2002: "Mattia's Walk & Tribute to Maynard Ferguson". C'é una ragione per cui Tofanelli è stato l'unico trombettista italiano ad avere l'onore di suonare con l'orchestra di Maynard Ferguson (a Casalmaggiore nel 2002): la sua tecnica, che si avvicina a quella del maestro statunitense, è strabiliante per la padronanza completa nell'uso dei sovracuti. Questo disco ha la programmatica intenzione di metterli in risalto, riuscendoci pienamente. Accomunati da una certa atmosfera straight ci sono brani di diverso livello, per la maggior parte basati su festosi ritmi latinoamericani (samba, cha cha cha, bossa nova, bayon, mambo). Ma a contare sono soprattutto gli assoli di Tofanelli, alcuni davvero pregevoli.
Luigi Sidero - All About Jazz, 2001: "Mattia's Walk & Tribute to Maynard Ferguson". Una tromba esplosiva ed una spiccata predilezione per ritmi latini e caraibici, fanno di Mattia's Walk un concentrato di allegria. Acuti, bisacuti e trisacuti, sono le caratteristiche di Andrea Tofanelli, un trombettista che fa di virtuosismo e potenza l'espressione principale della sua musica, articolando ardite frasi e spingendo sempre più in su, pur mantenendo sempre il pieno controllo dello strumento e del suono. Uno stile di certo non sobrio, ma che affascina per le eccellenti qualità solistiche di Tofanelli, capace di penetrare a fondo lo spirito di una ballad ("For So Many Years" ad esempio), e di "spaccare tutto" in scatenati latin come "Nigerian Marketplace" o "Round Dance". Un jazz molto vicino al Gillespie "cubano" (come fa notare Enrico Rava nelle note di copertina, che esaltano il talento di Tofanelli) trascina, diverte e rapisce, con tanti ed ottimi musicisti sulla scena. Difficile non ubriacarsi nel seguire le iperboliche evoluzioni della tromba !
Steven Loewy - Double Time Jazz, 2001: "Mattia's Walk & Tribute to Maynard Ferguson". Il trombettista italiano Andrea Tofanelli chiama questo disco “un tributo a Maynard Ferguson” ed è facile capire perchè. L’Italiano trascina la Jazz Art Orchestra mettendosi in evidenza con la stessa selvaggia esuberanza di alcune eclatanti sortite di Ferguson a metà e tarda carriera. Tofanelli è un maestro di tecnica autoritario, con una tendenza ostinata per la stratosfera. Riguardo al concerto “Maynard Ferguson” scritto da Shorty Rogers, si potrebbe persino giurare che l'italiano é Ferguson stesso da quanto é bravo. E, come nello stile di Ferguson, ci sono eccessi e un pò di enfasi plateali, ma tutto é suonato con grande e positivo divertimento e le sue qualità di showman sono impressionanti. Tofanelli dà a questo cd un gusto cubano, con ritmi in levare e tempi ballabili. Ci sono anche alcuni ottimi assoli poichè Tofanelli ha coinvolto alcuni apprezzabili musicisti della vibrante scena italiana del jazz, quale il clarinettista Mauro Negri e il pianista/arrangiatore Mauro Grossi. La band è scintillante, a volte persino accattivante, e soddisferà tutti quelli che amano il sound latino delle big bands e la tecnica impressionante della tromba.
Adamo Cordati - All About Jazz, Luglio/Agosto 2001: Barga Jazz 2001 ...Francesco Martinelli, presidente quest'anno della giuria, ha sottolineato l'alto livello complessivo del concorso, e l'impeccabile prestazione dell'orchestra in cui hanno spiccato solisti come Andrea Tofanelli alla tromba…
Massimo Monti, Produttore MAP: note di copertina del cd "Sound and Images" del Morenghi-Borgazzi Quartet. ...Notevole è la vena compositiva nelle varie tracce del cd che, come parti dai diversi colori ed atmosfere, riescono a formare un intero, omogeneo quadro di " SUONI ed IMMAGINI". Si riconosce con facilità l'originalità interpretativa, l’esuberanza nei fraseggi tra le note sovrapposte dei fiati e quel "tocco di classe" della tromba di Andrea Tofanelli...
Aldo Gianolio: note di copertina del cd "Sound and Images" del Morenghi-Borgazzi Quartet. ...in Metropolitan Tribal Dance, Colours e Sound and Images il quartetto si trasforma in sestetto con l'aggiunta del brillante ed estroverso trombettista Andrea Tofanelli, dotato di una tecnica cristallina che a comando e sempre nei momenti opportuni diventa sfavillantemente pirotecnica con piena padronanza nell'esecuzione dei sovracuti...
Alessandro Staiti - All About Jazz: Barga Jazz 2002, Thelonious Monk. …Venerdì 23 l'orchestra di Barga Jazz interpreta le composizioni originali della sezione B… È la volta poi di "Congressional Roll Call" di Scott Reeves, musicista americano. Si tratta di una composizione molto articolata e complessa - forse perfino complicata - nella sua architettura ritmica, tanto da costringere l'orchestra a un evidente sforzo… Circa a metà, il brano si sposta su atmosfere latine che favoriscono il solo cristallino della tromba di Tofanelli, per poi terminare spostandosi verso il free...
...Subito dopo è la volta della Sezione C…seguito dalla malinconica "Notte di Marzo", con un intenso solo di Tofanelli che risuona nel silenzio totale dell'orchestra… Vince meritatamente la sezione C "Notte di marzo…
All About Jazz: Barga Jazz 2002, Thelonious Monk. …La Giuria ha comunque segnalato l'altissimo livello della competizione… Tra i solisti, in evidenza la tromba di Andrea Tofanelli…
www.italianmusicawards.it, Novembre 2002: recensione dell’ album "Mon Petit Garçon" della cantante italo-francese YuYu. …Le musiche soddisfano pienamente le aspettative del pubblico più esigente e colto, che sa apprezzare una produzione artistica accurata, dove anche l’elettronica è suonata live in studio. Un album che trasporta raffinatezze degne della miglior Sade in pieno territorio lounge e chill out, viaggiando sui fiati di maestri come Claudio Pascoli (sax), Andrea Tofanelli (tromba e flicorno) e Massimo Zanotti (trombone)...
Alex Sullivan, Il Corriere di Sesto (Mi), Febbraio 2003: “Mattia’s Walk & Tribute To Maynard Ferguson”. Ebbene, lo confesso: sono stato letteralmente conquistato dal tributo a Maynard Ferguson inciso su questo cd di Andrea Tofanelli, un trombettista e musicista dalla sensibilità interpretativa estrema che, coadiuvata dalla salda preparazione tecnica, ne fa un fenomeno delle note a fiato. Una piacevolissima avventura jazz su ritmi samba, bossanova, latin jazz e un pizzico di cha cha in apertura, per tuffarsi verso l’ epilogo in esaltanti sonorità acid jazz e latin funk. Un disco cover (ma al contempo d’ autore, essendo 6 i brani composti oltre che eseguiti dallo stesso Tofanelli), “cantato” nelle sue 12 tracce dalla magistrale e acutissima tromba di Andrea, che per l’ occasione ha radunato colleghi ed amici della scena jazz del calibro di Nelson Betancourt e Roberto Martinelli, oppure la mitica Jazz Art Orchestra qui diretta da Carlo Gelmini per l’ eccezionale tributo a Maynard Ferguson, in cui Tofanelli é sbalorditivo performer solista. Tanto che, il 7 Maggio del 2000, é stato invitato dallo stesso Ferguson ad esibirsi con la sua Big Bop Nouveau Band al Teatro Comunale Ponchielli di Casalmaggiore (Cr). Un evento, nella sua ricca carriera, che rimarrà indelebile nella memoria degli appassionati del genere.
Alex Sullivan, Il Corriere di Sesto (Mi), Marzo 2003: “Ricordo di Napoli”. Ci voleva la versatile tromba di Andrea Tofanelli per imbastire, così a regola d’ arte, un omaggio solo strumentale dedicato alla verace tradizione musicale di Napoli. Un disco sicuramente all’ altezza delle migliori colonne sonore da pellicola cinematografica. Le immortali “o Sole mio”, “Malafemmena”, “Torna a Surriento”, “Voce e’ notte”, “Na’ sera e’ Maggio”, “Malafemmena”, “Reginella” ecc… mai hanno avuto spazio, tutte insieme, all’ interno di una produzione discografica dalla veste così fresca, diretta, per nulla commerciale. Un’ idea geniale, perché a decantare la gloria di composizioni tanto popolari non c’é la solita grassa voce napoletana di melensa melodia e facile presa, ma piuttosto una sfolgorante “prima tromba” pronta a cimentarsi in assoli da brivido, suonando ora con flautata fluidità, ora con energica sferzata “jazz”. Una Signora Tromba che all’ occorrenza riesce addirittura a prendere il posto della voce umana, “vocalizzando” decisa quei cari ritornelli nostrani…
Marco Losavio, Jazzitalia, Maggio 2003: “Mattia’s Walk & Tribute To Maynard Ferguson”. Andrea Tofanelli è un trombettista con molteplici e variegate esperienze che vanno dal classico alla musica leggera, al jazz, al latin, alla sezione trombe di diverse orchestre. La caratteristica più rilevante di questo trombettista è la sua tecnica e il modo in cui utilizza la tromba su un registro sovracuto. Lo strumento sale fino a raggiungere vette dove le note sono rarefatte, l'ossigeno manca ma il sustain è mantenuto solidamente. Nonostante si sia ad altissima quota, il suono è pulito, pieno, il fraseggio è adeguatamente sofisticato e la dinamica assolutamente sotto controllo. Insomma, non vi aspettate suoni estremi ottenuti in modo circense ma note acute, squillanti, funzionali a questo stile derivante da Maynard Ferguson, Arturo Sandoval o Gillespie. Il CD è apertamente dedicato in particolare a Ferguson anche perchè riporta una piccola chicca e cioè la reincisione di un concerto che Ferguson incise con Stan Kenton nel 1954. Da allora non l'ha inciso più nessuno e la versione di Tofanelli è attualmente l'unica, oltre quella di Ferguson stesso. Tra l'altro, in questa orchestra (la Jazz Art Orchestra) figura, tra le trombe, anche Fabrizio Bosso. In questo CD troviamo molto latin: cha cha cha, samba, partido alto, bayon, bossanova ma anche una ballad: For So Many Years composta da Tofanelli stesso (autore della maggior parte dei brani). Qui Tofanelli mostra un'assoluta padronanza anche con un suono oserei dire, "normale ", molto Bakeriano, molto affascinante. Bel brano. C'e' spazio anche per una contaminazione acid jazz molto gradevole: Modern Child composta sempre da Tofanelli. Una nota di merito ai compagni di viaggio di Tofanelli. Sandro Debellis alle percussioni contribuisce notevolmente, insieme al batterista Tony Arco e al bassista Carmelo Isgrò, a rendere questa musica ritmata in modo impeccabile, così come va notato il pianista Nelson Betancourt che sostiene armonicamente le evoluzioni di Tofanelli e non si fa trovare mai impreparato quando deve dargli il cambio nei soli. Analogamente lo splendido clarinetto di Mauro Negri fornisce un tocco di vera classe durante i suoi interventi. Ci sono molti altri contributi che vanno segnalati perchè tutti di ottima fattura: Roberto Martinelli al sax alto, Massimo Zanotti al trombone, Riccardo Fioravanti al contrabbasso, Mauro Grossi al piano (e anche arrangiatore del Maynard Ferguson concert). In conclusione, un CD che sprizza energia, desiderio di sfogare attraverso le note emesse dal proprio strumento una contagiosa gioia di suonare, di farsi coinvolgere dal ritmo.
Francesco Martinelli - All About Jazz 2003: Barga Jazz Competition 2003, Lee Konitz. …Tra i Brass, Andrea Tofanelli per il suo lavoro sul registro sovracuto è l’espressione più vicina a Maynard Ferguson che l’Italia ha prodotto, oltre ad essere anche un sensibile solista che ha dimostrato il suo talento al flicorno suonando in quartetto un intenso brano originale…
International Trumpet Guild, USA Recording Reviews, “Mattia’s Walk and Tribute to Maynard Ferguson” cd by David A. Johnson, professor of harmony, Berklee College of Music, Boston MA. La prima fatica solistica, registrata nel 2000, del trombettista italiano Andrea Tofanelli è sottotitolata “Tribute to Maynard Ferguson”. E c’è molto in evidenza dello spirito di Maynard dall’inizio alla fine di questa raccolta. Tofanelli possiede uno spaventoso controllo dell’estremo registro acuto della tromba e non ha paura di usarlo. In aggiunta a questo tour-de-force, “Maynard Ferguson”, che Maynard stesso eseguì con l’orchestra di Stan Kenton nei primi anni 50’, Tofanelli dispiega le sue note acute liberamente in tutto questo set di composizioni contemporanee che sono per la maggior parte nel genere Latin e Latin Jazz. In molti brani, attraverso la stregoneria tecnologica della sovraincisione, Tofanelli crea una sezione di prime trombe. La sezione ritmica, con pochi cambiamenti di organico da pezzo a pezzo, è eccellente, sostenendo abilmente il lavoro solistico di Tofanelli. Ci sono anche alcuni musicisti ospiti: particolarmente degni di nota sono gli assoli di Mauro Negri al clarinetto e di Roberto Martinelli al sax alto. Gran parte degli assoli di Tofanelli, comunque, sono delle sortite gratuite sui registri sovracuti. Egli tende ad avere contenuti musicali molto più significativi quando suona il flicorno o la tromba con la sordina harmon.La qualità del suono è generalmente eccellente, con ottima chiarezza e distinzione. Devo ammettere che dopo ripetuti ascolti sono arrivato a divertirmi con questa musica, così come si può godere di altri piaceri proibiti e peccaminosi. Se sottoscrivi la scuola del “più acuto e più forte”questo cd è per te.
International Trumpet Guild, USA Recording Reviews, “Ricordo di Napoli” cd by Thomas R. Erdmann, ITG Jazz Editor, director of bands and trumpet professor. Elon University, Elon NC. Il secondo disco da leader del trombettista italiano Andrea Tofanelli lo trova come voce solista , accompagnato da un’orchestra rinforzata, di una varietà di canzoni popolari italiane. Suonando con un timbro robusto e chiaro ovunque in tutti i registri, inclusi quelli più acuti abitati da Bud Brisbois, l’abilità di Tofanelli di cantare genuinamente le melodie attraverso la propria tromba non è mai in discussione. Suonando con una verve e un gusto che riporta indietro a Harry James, includendo l’ampio vibrato, Tofanelli è un grande esempio di come un corretto uso dell’aria possa aprire alla tromba una miriade di possibilità pienamente realizzate di suono. Grande ammiratore di Maynard Ferguson, il primo disco di Tofanelli come leader è un tributo al grande specialista di note acute, col quale condivide un certo slancio; qui, Tofanelli non mira all’arena della tecnica-lampo ma al contrario alla sfera emotiva dei sentimenti. Non ci sono improvvisazioni di cui parlare, ma solo ben eseguite, eleganti registrazioni di canzoni strappacuore. Forse meglio descritto come un equivalente strumentale tecnicamente perfetto di Andrea Bocelli, Tofanelli dimostra perché la sua fama sta crescendo e si sta consolidando sempre di più fuori dal sua Paese d’origine..
Jazzitalia, http://www.jazzitalia.net/, Concorso Internazionale "Piacenza Jazz Arrangers" 2006. …Grande la prestazione del trombettista Andrea Tofanelli, sia sui soli che sulle parti di prima tromba…
Fabio Ciminiera - Jazz Convention year 2006 http://www.jazzconvention.net/articoli/articolo233.html …Il racconto de “Le Città del Jazz” si popola, così, di ironia e di musica, si snoda tra i virtuosismi, come, ad esempio, i sovracuti di Andrea Tofanelli alla tromba, e l'energia della sezione fiati…
JazzReview.com magazine, complete guide to jazz music on the web Review of “Mattia’s Walk and Tribute to Maynard ferguson” CD by Dr. Ana Isabel Ordonez. http://www.jazzreview.com/cd/review-17420.html
Andrea Tofanelli è un gentleman ed è anche uno dei più grandi strumentisti e trombettisti d’Europa. In Italia, dove Andrea è nato e vive, è un’icona. Dirigendo le sue bands, apparendo in tv da molti anni in numerosi shows televisivi, insegnando tromba e jazz all’Istituto Musicale “O. Vecchi” di Modena, Andrea appare sempre eccezionale, come trombettista e anche umanamente come persona. Andrea è un virtuoso con l’appetito di un Leone, sia nella musica classica che nel latin jazz. Possiamo considerarlo come il il Pavarotti dell’estremo registro acuto trombettistico, spericolato esecutore di Do e di Fa bisacuti. Anche se di origini mediterranee, egli ha i ritmi latini nel sangue come se in America Latina ci fosse nato. Questo cd è uscito nel 2000, dedicato al suo primo figlio Mattia, ma è anche un tributo a Maynard Ferguson. Il senso dell’orchestrazione è perfetto e le capacità di Andrea come leader sono invidiabili. Tofanelli esplora gli stili del latin jazz con assoluta maestria di fraseggio ed esplosiva passione, in tutte le sue dinamiche. Le sue capacità trombettistiche sono impressionanti e trascinano anche la sezione ritmica della band. Le sue capacità strumentali sono senza fine e la maggior parte degli amanti della tromba resta stupefatto quando lo ascolta suonare per la prima volta. Mattia’s Walk è un CD dove interpretazione, improvvisazione, arrangiamenti, orchestrazione e la creazione multi-ritmica esplodono e danno un grande contributo al latin jazz. Andrea Tofanelli cattura l’attenzione nel modo in cui controlla la sua tromba in mezzo ad acque tempestose. In “For So Many Years” il suo flicorno accarezza le note con perfetta tecnica classica. Questo musicista è un virtuoso, e in più è dotato di un cuore gentile e di una sincera emozione che traspare dai suoi occhi, che fanno venire in mente gli occhi di Chet Baker…ma solo gli occhi! La sua leadership è potente, con l’abilità di scavare ogni brano musicale fino alle sue radici. Gli arrangiamenti sono fenomenali, comprovando che Tofanelli è un maestro dei complessi ritmi latini. Il suo lavoro verrà molto apprezzato negli ambienti musicali di New York. Detto questo, “The Boss” Maynard Ferguson deve essere orgoglioso della traccia 12: il concerto “Maynard Ferguson” è un prezioso tributo alla Leggenda del registro sovracuto, da parte di questo grande, talentuoso trombettista italiano!
“One Final Trip to Birdland” di The Musings of Kev, recensione del “MAYNARD FERGUSON TRIBUT CONCERT” al Touhill Performing Arts Center di St. Louis (USA) on September 20, 2006.
*Raccomandato dal Sito Ufficiale di Maynard Ferguson (Maynard Ferguson Official Web Site). (http://themusingsofkev.blogspot.com/2006/09/one-final-trip-to-birdland.html)
…Il rendersi conto che Maynard era senza dubbio un fenomeno internazionale, come personificato da due ospiti speciali: il trombettista giapponese Eric Miyashiro e il trombettista italiano Andrea Tofanelli, entrambi i quali sono stati eccezionali…
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